martedì 9 settembre 2014

Chi va piano ... arriva dopo

La voglio prendere da lontano ben sapendo che sarà più lunga, perché ho già tratto le mie conclusioni, quindi posso perdermi in chiacchiere senza preoccuparmi di giungere alla fine del discorso. Di fatto potrei scrivere all'infinito dei più bislacchi e disgiunti argomenti senza sentirmi in dovere di offrire giustificazioni ai miei interlocutori.
Come un individuo mentalmente dissociato, vi parlerei delle nuvole e della macchia di caffè sul tappeto e del balenare di un riflesso alle mie spalle e delle macchie e del caffé sul tappeto e del balenare del riflesso tra le nuvole alle mie spalle e delle spalle e della macchia riflessa di caffé sul tappeto e del balenare delle nuvole e di un riflesso di caffé alle mie spalle e delle nuvole sul tappeto e di una macchia di caffé e del balenare di un riflesso sul tappeto e delle nuvole alle mie spalle e del tappeto e delle nuvole di caffé e della macchia sul tappeto e del balenare delle mie spalle e delle nuvole macchiate di caffé e del tappeto riflesso alle mie spalle e delle nuvole riflesse nel caffé e del balenare di una macchia e del riflesso di caffé alle mie spalle e del balenare di un caffé e delle macchie sulle nuvole e del balenare del tappeto alle mie spalle e di una macchia di nuvole. L'avete visto anche voi? No? Peccato.
Ma quello che volevo dire è che per arrivare alla conclusione di questo discorso occorre tempo, che io probabilmente ho, ma tempo che voi probabilmente non avete o non siete interessati a spendere o di cui siete stati privati da qualcuno o che intendete risparmiare per altre occasioni. Non vi biasimo, ci sono modi più divertenti per trascorrere una giornata, che poi magari è pure l'ultima. Non vale la pena buttare quegli 86400 secondi, non fatelo.
Siete ancora quì? Seguaci di Parmenide.

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