domenica 11 settembre 2011

Pan + Gea

[domenica, 03 febbraio 2008]

Stasera in compagnia si parlava di U.F.O., belli, spaziali, lucenti, folgoranti, schegge stellari http://www.rocketsland.net/index1.asp?l=eng C'è chi dice di averli visti, di essere stato rapito o amato da un omino verde, chi vanta un "figlio delle stelle", chi ha fondato sette e culti con solide radici interplanetarie. Chiedete allo studioso del para-intergalattico perché E.T. dovrebbe sobbarcarsi costi astronomici per farsi un viaggetto sulla terra e avrete la vostra risposta. Gli alieni a noi non ci cagano di striscio.
Esiste invece una teoria "realistica" che sostiene che sulla terra convivano due specie di esseri "intelligenti". E no... non sono l'uomo e la donna. Secondo alcuni studiosi, queste due civilità si sono evolute parallelamente, ma mentre l'homo sapiens sapiens avrebbe affermato apertamente la sua presenza sul pianeta, la seconda specie vivrebbe nascosta in luoghi remoti, in coesione con la natura http://www.edicolaweb.net/am_0803a.htm
Se fosse vero, dovremmo sterminarli tutti o imparare da loro? "...la concezione nazionale, razzista, riconosce il valore dell'umanità nei suoi primordiali elementi di razza. ...e da questo riconoscimento si sente obbligata ad esigere, in conformità con l'eterna Volontà che domina l'Universo, la vittoria del migliore e del più forte, la subordinazione del peggiore e del più debole." (Mein Kampf, Adolf Hitler).
Viviamo in un mondo dove verità e potere sono nelle mani degli uomini, ma forse è arrivato il momento di guardare le cicatrici profonde scavate nel suolo del pianeta e chiederci semplicemente: perché stiamo camminando lungo questa strada? Perché, esseri senzienti su questo piccolo pezzo di roccia, ci vantiamo di non aver bisogno che di noi stessi? Perché la natura umana deve essere solo colonizzatrice?
E' giunto il tempo di ammettere che starsene da soli circondati dal proprio orto sintetico con una bomba in mano, non dimostra un alto grado di intelligenza http://www.atomicarchive.com/
E' giunto il tempo di accettare Gea e il suo desiderio di vivere, di uscire dalle caverne di cemento e finalmente "rivedere le stelle".

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