mercoledì 21 settembre 2011

Nuova location 2012

Sto cercando una nuova sistemazione a Rimini per il 2012, così stamattina ho chiamato vari numeri tra agenzie e privati, cercando un mono/bilocale decente alle mille condizioni imposte dall'azienda per averne il rimborso. E' un gran casino, peggio che giocare a monopoli.
La cosa che però mi ha dato più da pensare è che dopo aver parlato mezz'ora con tale Sig.ra P. ho capito che lei gestisce una sua agenzia in proprio. Per mia verifica personale, ho cercato il suo cellulare su Google. Così ho pescato il sito di questa sua agenzia, che è una cosa amatoriale di 3 paginette rosa piene di cuoricini, che rimandano ancora una volta al suo cellulare. Ma prima di arrivare al sito in questione mi sono imbattuto in diversi annunci del tipo:

"Incotrixxx - Rimini - P. italiana esegue massaggi curativi e relax e californiani con dolci e piacevoli oli ed essenze profumate per un momento rilassante per uomo e donna. tutto questo per voi e per concedervi una pausa del tutto naturale. lettino professionale estetico depilazioni tel ......."

... mhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhhh ... che dite, affitto dalla Signora P.?
Personalmente l'ho trovata simpatica al telefono e se non è una tira bidoni, la risposta è "perché no?". Però a questo punto mi chiedo quante informazioni lasciamo in giro ogni giorno sul web o attraverso  altri strumenti più o meno tecnologici. Noi non ci pensiamo, perché altrimenti sarebbe come scendere le scale tutte le mattine con la paura di cadere. E' ovvio che se ci preoccupassimo ogni volta che barriamo la casella delle Norme per la Privacy o che ci registriamo usando un nostro account di posta, saremmo belli che fritti.
Però ... ecco ... io comincio a preoccuparmi almeno un pochino, dato che esistono strumenti neanche tanto sofisticati in giro, che consentono a chiunque di raccogliere tantissime informazioni su di noi, sulle nostre abitudini, sui nostri interessi, sui nostri contatti personali, per non parlare di foto e video privati http://www.123people.it/ Forse non lo sapete, ma in diverse occasioni Facebook è stato bucato per intere giornate con gente che poteva girare liberamente tra i profili altrui e per un certo periodo è girato un filettone di qualche Giga in P2p con i dati sensibili di milioni di utenze http://www.matteo-stefani.com/dati-di-100-milioni-dutenti-rubati-da-facebook/
Ma FB è solo la punta dell'iceberg di dati sensibili e personali cumulati sul web nei due decenni da quando esiste. Ora è chiaro che non mi frega molto se gli amici mi cercano sul web con Google e trovano qualche mia foto con la mia solita faccia allucinata, però mi prudono un po' di più le palle se quelle foto se le scarica qualche agenzia pubblicitaria per stamparci un depliant "su misura" da spedirmi a casa. Sono d'accordo con chi dice "Ehi, quello che metti sul web è affar tuo", però è anche vero che ci sta modo e modo di affrontare la questione, tra cui pensare che se il web debba essere luogo di libera espressione, senza l'educazione all'uso di certi strumenti, persone come la Sig.ra P. potrebbero ritrovarsi sputtanate a vita http://www.vitaforense.com/2011/05/31/riflessioni-non-giuridiche-sulla-privacy-del-web-2-0/
Ma con un governo di settantenni come il nostro, dove per piantarla di farsi beccare al telefonino han dovuto farsi una legge (ma trovarsi in piazza a parlare non facevano prima?), dove può trovare posto l'interesse di educare i cittadini a difendere i propri diritti e libertà?

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