domenica 11 settembre 2011

Messaggeri

[sabato, 23 febbraio 2008]
Ieri pomeriggio rientrando dal lavoro ho trovato un biglietto gigante sulla soglia della mia porta con un mio straccio sopra. Qualcuno dei vicini ci ha scritto in rosso e bello grande "le cose che cadono si raccolgono"... Abito al terzo piano di una palazzina ed ho un ampio balcone. Facile che quello straccio appoggiato ad asciugare sia volato di sotto mentre ero fuori di casa. Com'è possibile che qualcuno se la sia presa tanto a cuore? http://www.repubblica.it/2008/01/sezioni/cronaca/erba-processo/erba-processo/erba-processo.html 
Nella nostra innata buona fede, ci comportiamo spesso come dei bambini incauti che accettano la caramella dallo sconosciuto. La fiducia reciproca, l'altruismo e la gentilezza sono i gesti più naturali del mondo, ma la nostra civiltà gli ha distrutti ad uno ad uno. Una volta la proprietà privata si elevava come bene supremo del liberalismo nella lotta alle forze socialiste. Oggi i poveracci come noi non possiedono più nulla di materiale su cui non gravi almeno un mutuo trentennale. Oggi siamo circondati dalle videocamere e dalla tracciabilità elettronica ed il concetto di privacy  non esiste più http://www.turbolink.it/html/webcam/index.html Oggi si vendono tutti gli organi umani possibili, cervello compreso, la nostra unica proprietà privata sta oramai nei nostri pensieri più intimi. E sono questi pensieri che siamo disposti a difendere alla morte. Ma il problema è che mentre l'1% ha la forza di rivolgere le proprie idee al bene degli altri e alla costruzione di un futuro, il restante 99% percepisce solo i 2 metri quadrati attorno a sé, che solitamente hanno poco a vedere con la nobiltà d'animo.
Il vicino premuroso che mi ha cazziato per uno straccetto caduto dal balcone, ha reagito con estremo fastidio alla violazione della propria privacy mentale. E' stato stuprato il suo ordine mentale e sul momento ha sicuramente immaginato per me una punizione esemplare.
Cos'altro rimane di veramente nostro se non le nostre insignificanti frustrazioni? E chi lo sa bene basa su di esse la propria ricchezza. Le banche hanno preso il nostro pezzetto di terra a forza di indebitarci, le corporations hanno preso il nostro tempo facendoci lavorare "per il nostro bene" e facendoci pagare per vivere, il progresso dell'umanità ci ha incatenati a cellulari col gps e alle videocamere di sorveglianza, i mezzi di comunicazione globale ci hanno tolto la facoltà di giudicare e la massificazione delle informazioni ci ha privati del libero arbitrio. Comprendo bene quanto si possa sbiellare per un pezzo di stoffa impolverata sul marciapiedi davanti a casa, perché solo quello ci è rimasto.

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