domenica 11 settembre 2011

Il pensatore matto

[martedì, 26 febbraio 2008]
Ho la nausea... ce l'ho per davvero e sono stato decisamente male stanotte. E come dire... una notte insonne non è salubre per me. Ho rimuginato su tanti avvenimenti degli ultimi giorni, sia privati che della nostra quotidianità da prima pagina. Purtroppo non vedo miglioramenti da nessuna delle due parti. Pare di esser definitivamente incatenati ad un sedile di cemento armato che precipita da 10000 m di altezza. Stiamo acquistando velocità ad ogni istante, accelerando verso lo schianto finale senza balia. Ma la cosa che stupisce più di tutte è che lo stiamo facendo con estremo controllo. Il sedile non ruota su stesso impazzito come sarebbe normale fisicamente, ma siamo perfettamenti allineati col lo sguardo verso il punto di impatto al suolo.
Quando ero piccolino ogni tanto mi facevo la pipi addosso. Lo sapevo che mi scappava perché avevo lo stimolo, ma mi veniva naturale così, non credo avrei mai saputo dare una motivazione se me lo avessero chiesto. Credo che allo stesso modo sia insito nel nostro DNA il desiderio di autodistruzione sociale, di cui forse il cosiddetto "progresso" è l'indicatore fondamentale. Quando si parla di logica e di ragione, si parla di un sentiero già scritto da cui difficilmente si può deviare. E purtroppo ogni giorno vedo che la strada intrapresa dall'uomo è la peggiore possibile. 

“All progress depends on the unreasonable man. The reasonable man adapts himself to the world. The unreasonable man persists in trying to adapt the world to himself.” - George Bernard Shaw 

Credo che chi ne abbia il coraggio veramente, dovrebbe cominciare a guardare le cose del mondo con occhi diversi, a porsi il problema che forse staremmo meglio legati ad un paracadute che ad un plinto di cemento. Ma non ci deve essere un motivo per farlo, dovrebbe venire naturale e basta: non si può pensare che un'umanità destinata all'estinzione massificata sia meglio che tornare a cacciare con la fionda in un mondo sostenibile. Come in tutta la nostra vita, noi pensiamo sempre troppo. Pensiamo troppo alla marmellata da mettere sul toast la mattina, pensiamo troppo all'amore, pensiamo troppo al costo della benzina, pensiamo troppo al piacere di intrallazzare con gli oleodotti iraqeni http://www.cagle.com/news/BushObsession/main.asp 
In quest'ordine di idee "rivoluzionarie", direi anche che è giunto il momento di calare un sipario pietoso sullo spettacolo indecente offerto dalla ragion di stato. Fra poco ci sono le elezioni in Italia. Vogliamo provare a votare solo candidati indipendenti fuori dagli schieramenti televisi? Vogliamo vedere se una democrazia/anarchia governata da teste tutte diverse tra loro può ridarci quel futuro che le oligarchie decrepite e corporative ci hanno tolto? Cominciamo ad informarci partendo dal quadro generale http://it.wikipedia.org/wiki/Elezioni_politiche_italiane_del_2008 e sperando di avere quanto prima per le mani le liste vere e proprie con nomi, cognomi e relativi simbolini.

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