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venerdì 16 settembre 2011

Il maratoneta

Cos'è il dolore? Strapparsi le unghie con una pinza, spaccarsi i denti con un martello, spararsi ad un ginocchio, spappolarsi un piede sotto una pressa, conficcarsi un cacciavite nel cervello attraverso il bulbo oculare? Una manciata di impulsi elettrici involontari, che percorrono i neuroni velocissimi senza inibitori a frenarli, qualsiasi ragione che va in frantumi in un istante. No, questo non è dolore, è solo pietà per sé stessi, per la condizione umana, essere destinati dalla nascita alla morte a prendere coscienza dei nostri limiti e non poterli mai superare. E' la nostra dannazione, il peccato originale che ci annichilisce di fronte all'oblio, quella macchia oscura e indistinta che ci relega ad essere niente. Non vedremo mai la luce generatrice, condannati a vivere attraverso le ombre che essa proietta su di noi, a filtrare la nostra percezione attraverso le onde di quegli impulsi elettrici così primordiali. Non sono bastati migliaia di anni per evolverci oltre l'effimera coscienza e capire che il dolore non esiste, che il dolore siamo noi.
"Atque ea nimirum quaecumque Acherunte profundo / prodita sunt esse, in vita sunt omnia nobis." - Tito Lucrezio Caro - "De rerum natura"

"Rasata forever!" - Anonimo

2 commenti:

  1. a proposito di dolore, le lavatrici di sfondo mi hanno causato incubi inenarrabili

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