domenica 11 settembre 2011

Babbo Natale esiste !!!

[mercoledì, 25 giugno 2008]

È un bel po' che mi arrovello sulla questione. La conclusione a cui sono arrivato è fondamentalmente questa: "il futuro deve essere un ritorno al passato". Però non mi si fraintenda, perché l'ambito di questa affermazione è focalizzato su un solo ed immenso problema: PACKAGING 
I dati che ho trovato sull'argomento sono spropositati e la ragione è che fondamentalmente la nostra società oggi nella sua interezza si fonda sul confezionamento dei prodotti. Un noto artista degli anni '60 mise in scatola la propria merda e anticipò di un bel po' l'inscatolamento di ben altri rifiuti tossici moderni. Oggi parliamo di bidoni di scorie radioattive e da sempre citiamo il barile di greggio come misura della ricchezza (non la mia però).
Le leggi in merito se le son sempre fatte le grandi multinazionali, dalle case farmaceutiche ai produttori alimentari, dalle compagnie petrolifere e petrolchimiche ai grandi distributori commerciali e il packaging ora si trova ovunque il vostro occhio possa posarsi, per esempio sulla bottiglia d'acqua di plastica che avete sulla scrivania http://en.emballageweb.com 
Sembra una stupidata, ma raffrontate il materiale biodegradabile che producete in una giornata (probabilmente una sola buccia di banana) a quello che non lo è (il vostro cestino dell'ufficio). Facile parlare di raccolta differenziata e di riciclaggio, ma se non producessimo miliardi di tonnellate di scarto in contenitori e imballagi di ogni genere, il sacchetto del cosiddetto umido costituirebbe il 90% dello scarto reale e andrebbe smaltito ad un costo irrisorio e con un impatto ambientale ridicolo (il vostro cane di ossa da bistecca ne sa qualcosa).
Il discorso dell'igiene poi non regge più, perché ora esistono protocolli a monte e durante il processo produttivo http://it.wikipedia.org/wiki/HACCP che se applicati a norma di legge rendono superfluo confezionare quasi tutti i prodotti alimentari. La carne confezionata nei banchi frigo del supermercato è la stessa che la macelleria dello stesso supermercato tiene sfusa sul bancone. E' un contro senso!!!
Lo stesso discorso si applica per gli imballaggi industriali, dove quantità inusitate di carta, cartone e plastica vengono utilizzate per sigillare prodotti fatti di altra carta, cartone e plastica. Pensate al libro incelofanato o alla confezione da 3 (dico 3!!!) guarnizioni per la caffettiera (ma quanto caffè bevete?).
Oltre allo scarto che è il prodotto finale di questa barbarie, bisogna guardare poi a monte, ovvero a quante materie prime e risorse naturali vadano letteralmente buttate nel momento stesso in cui vengono usate.
Bruciamo petrolio e suoi derivati ad ogni borsa di plastica prodotta, disboschiamo foreste a forza di impacchettare regali per natale, che sono già debitamente impacchettati di fabbrica.
Per fortuna molte cose stanno cambiando. Ho visto spuntare in qualche supermercato il distributore di detersivi sfusi e da queste parti è facile oramai imbattersi in quelli del latte fresco in bottiglia di vetro. Però la strada è ancora lunga e gli spazi per migliorare sono amplissimi http://en.wikipedia.org/wiki/Sustainable_packaging 

Spero di poter presto entrare di nuovo nella drogheria sotto casa e chiedere al garzone 1/2 kg di farina, 2 uova fresche, un trancio di tonno da 50g e un sacchetto di fagioli.

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